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Evitate anche il passa da me, carino il tuo blog, o votami.
Grazie.

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Elisawrote:
ciao Giulia.......sei stata molto assente e non sei aggiornata sulla quntita' dei miei nipoti .....sono dueeeeeeee  Francesco il primo ha 31 mesi il secondo Alessio 6 mesi .......ti ringrazio dei saluti ciao a presto un forte e grande abbraccio Elisa
June 12
Kalisperawrote:
EVVIVA!
Che bello leggere il tuo messaggio.
Spero che, invece di "borse per la spesa", restino solo delle borsette da sera, quelle piccole piccole, nelle quali non entra nulla!
Io defo finire..."i tetti e gli archi"!
Baci, baci da Kali
Oct. 10
Kalisperawrote:
Come vanno i malanni?
Spero che i "fetenti braccini" abbiano smesso di fare i capricci e che la tua salute ti dia un po' di tregua.
Il basilico nel mio vaso è diventato gigante ed impone la realizzazione del pesto.
E tu?
Anche quest'anno hai preparato i tuoi preziosissimi vasetti?
Un caro saluto.
Kali
Aug. 22
Monicawrote:
Buone vacanze...
...o quel che ne resta.
Monica
Aug. 18
Linuswrote:
Complimenti x il blog......buona giornata
Aug. 5

pietre di luna

sperando che non mi cadano in testa!

BENVENUTI

Questo spazio ha scopo  culturale, informativo  e didattico e non intende ledere alcun diritto di copyright; tutto il materiale presente, fotografico e letterario resta proprietà dei rispettivi autori anche qualora non fosse stata segnalata la fonte..
Tuttavia, se qualcuno ritenesse sia stato violato qualche copyright e ritenesse lesi i  propri diritti  è pregato di avvertirmi e provvederò a rimuovere immediatamente il materiale segnalato

6/7/2009

PAPAVERI

 
PAPAVERI
 
Rossi bottoni
cuciti dai grilli
sull'abito verde
 
6/6/2009

Chi non muore... si rivede!!!!

<
eh eh, se speravate di esservi liberati di me... mi dispiace, ma la gramigna non muore mai!!!!
Ci arriva magari vicina, però, all'ultimo momento, c'è sempre un pezzettino di radice, che rimane e rigenera..
magari rigenera una gramigna rincoglionita,  che non si ricorda più nulla....che non si ritrova nel nella nuova versione di LIVE, ma si riprenderà presto...Statene certi!
BEN RITROVATI A TUTTI/E
4/20/2008

Inciampare in una formica...

Inciampare in una formica…

Cadere, anzi precipitare e rialzarsi con la sensazione di non avere nulla di intatto…

 

Una sera come tante, con il suo carico di una giornata pesante, di arrabbiature, di malinconie, di dolore fisico, di preoccupazioni.

E dall’altra parte qualcuno che è nelle tue stesse condizioni, magari per altri motivi, vuole aiuto, e tu imbocchi la pista sbagliata…

Non capisci, forse non PUOI capire, chissà…forse le ottiche sono diverse…

Lo scontro…come in un incidente stradale, con un seguito pesante di accuse pesanti...

A qualcuno non è mai capitato? Beato lui, vien da dirsi, ma non credo proprio che qualche fortunato ci sia..

 

Quante volte è successo nell’arco di una vita? Moltissime, sicuramente, ma…

Ma c’è sempre un attimo in cui le cose vanno diversamente, momenti in cui anche una brezza leggera sibila come un vento gelido e ti raggriccia dentro…

Momenti in cui, appunto, sei inciampata in una formica, ma è come se fossi finita contro una montagna.

Niente è più come prima…qualcosa si è rotto, non nel rapporto, che può anche ricucirsi, ma soprattutto dentro di te.

E cominci a pensare un sacco di cose, cerchi di vederti come ti vede l’altro, ti guardi dentro per vedere se sei come lui ti vede…

O come appari, se quella è l’immagine che dai di te.. che poi, a pensarci bene, non è che la cosa abbia molta differenza, soprattutto in un mondo virtuale.

Rimugini, pensi e ponzi, e i giorni passano, lasciandoti dentro la sensazione di non capirci niente, di essere veramente così…di esserti guardata fino ad oggi con gli occhiali rosa…

 

Capisci di aver sbagliato ancora una volta e non te la senti più di riprendere, temi di avere ancora scontri, maledici il tuo caratteraccio, ti senti veramente inutile…

Ti viene una strana forma di allergia, non riesci neppure più ad aggiornare il blog, tutto ti sembra vuoto, non interessante, pensi che tutto sommato non gliene frega niente a nessuno, di sapere come stanno i tulipani…

Provi a cambiar casa…in fondo hai un altro blog che avevi abbandonato…

Ma l’allergia è dentro di te…tenti un paio di interventi, poi ti accorgi che sei completamente fuori tema…anche se piove da due settimane parlare di autunno a quasi primavera fa ridere… (ma non te).

 

E cambiare piattaforma? No, nell’altro sito le regole sono diverse, non ti va di ricominciare a litigare con l’HTML. E probabilmente perché a questo punto non te ne può fregare di meno, di ricominciare qualcosa…

Ma soprattutto non è così che risolvi il problema. Il problema è dentro di te; inutile cercare di nasconderlo.

 

Balena azzurra si spiaggia qua. Torna ai suoi libri, che come i cani, sono gli unici amici VERI, che ti accettano come sei, senza chiederti nulla, senza pretendere di essere capiti, e senza offendersi se non riesci a farlo…

 

Un saluto e buona fortuna a tutti coloro che hanno viaggiato, in questi tre anni con me, nel bene e nel male, nel mare virtuale di Messenger.

4/2/2008

Papavero... aneddoti e leggende

 Photobucket La tradizione mitologica narra che Demetra, dea delle messi e dei raccolti, trasformò in questo fiore il suo amato Mecone per sottrarlo alla morte che tocca a tutti gli esseri umani. Ma un'altra tradizione vuole che ne bevesse l'infuso dei semi per scordare il dolore per la morte della figlia, e per questo motivo viene definito il "fiore della consolazione", o "dell'oblio".
Il papavero compare anche tra gli attributi del dio Sonno, Hypnos per i greci, che aveva talvolta questo fiore in mano ed era coronato da un diadema di papaveri, e pare che facesse addormentare gli uomini toccandoli con il fiore. 
Ma esiste qualcosa che pur avendo il sapore di un curioso aneddoto, ha a che fare con la storia.
Infatti Livio racconta un  curioso aneddoto. Da lungo tempo Tarquinio il Superbo era in guerra con la città di Gabi e non riuscendo a conquistarla, decise di ricorrere ad  un inganno. Abbandonò i preparativi militari, dando l’impressione di voler rinunciare alla conquista, e mandò il più giovane dei suoi figli, Sesto, in quella città dove il giovane finse di chiedere ospitalità per abbandonare il padre con il quale era in disaccordo perchè era stanco di fare guerre che duravano sempre molto. Gli abitanti della città lo accolsero di buon grado, tanto che in breve tempo ne conquistò la fiducia. A quel punto mandò a chiamare uno degli uomini di fiducia del padre per sapere come comportarsi. Tarquinio ricevette il messo nel giardino, e apparentemente non gli diede nessuna risposta, limitandosi a recidere le teste dei papaveri più alti che crescevano tra l’erba.
Sesto capì il messaggio ed eliminò tutti i personaggi più importanti della città, che si trovò quasi senza accorgersene preda di Roma.

Ancora oggi si usa l’espressione “alti papaveri” si riferisce alle persone più autorevoli.

3/19/2008

LE GOLOSE di GUIDO GOZZANO

LE GOLOSE
 
Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
Signore e signorine –
le dita senza guanto –
ritornano bambine!
 
Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.
 
C’è quella che s’informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta o forma.
 
L’una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupile ghiotte.
 
Un’altra – il dolce crebbe –
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!
 
Un’altra, con bell’arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall’altra parte!
 
L’una, senz’abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare
 
sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D’Annunzio.
 
Fra quegli aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,
 
di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!
 
Perché non m’è concesso –
o legge inopportuna! –
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,
 
o belle bocche intatte,
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?
 
Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
 
 
- Guido Gozzano
 
UNA POESIA QUASI SCONOSCIUTA  DI GOZZANO...
NON HO RESISTITO
3/10/2008

VIAGGIO ALLA FIERA DELL'EST di Greg e Lillo

 

VIAGGIO ALLA FIERA DELL’ EST

 

Ci TROVIAMO in Ungheria appena fuori Tatabànya dove si svolge la fiera dell’est, una delle più importanti al mondo.

In questa Fiera si compra e si vende un po’ di tutto, ma il più grosso giro d’affari ruota intorno agli animali. Vanno fortissimo i roditori e, in special modo, i topolini. Ce ne sono di tutte le tipologie e di tutti i colori e, tra l’altro, costano molto poco. Infatti Greg ne ha acquistato uno ad un prezzo davvero basso. Ora non ricordo l’ammontare esatto della spesa ma comunque l’ha pagato veramente due soldi.

Ma venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato Greg comprò. La cosa ci ha lasciati un po’ dispiaciuti non tanto per l’acquisto andato in fumo quanto per il fatto che ci eravamo abbastanza affezionati al topolino. Senza contare il tafferuglio creato dalla situazione e che ha scatenato la reazione di un cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato Greg comprò.

Ora, se c’è una cosa che detestiamo, è la violenza sugli animali ma purtroppo non siamo riusciti a fermare un tizio che prese il bastone e picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato Greg comprò.

Come se tutto ciò non bastasse durante la colluttazione tra il tizio e il cane qualcuno ha urtato un grosso candelabro in pietra con tanto di candela accesa. Il candelabro è finito su una partita di carta pergamena, tra l’altro molto rara, che prese fuoco e bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato Greg comprò.

Non vi sto a raccontare la reazione dei mercanti che cercavano dì mettere in salvo la merce. Chi correa da una parte, chi dall’altra, insomma, un gran casino. Per fortuna passò un venditore di cocco con i secchi pieni d’acqua utilizzati per mantenere il cocco fresco e tirò quest’acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato Greg comprò.

Finalmente il fuoco era domato ma a terra c’era un bel pantano, meno male che venne un toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato Greg comprò.

Tutto sembrava tornato alla normalità quando vedemmo un macellaio furente venire verso di noi “dov’è il mio toro?” Noi indicammo il bovino mentre beveva tranquillo l’acqua rimasta a terra. Non l'avremmo mai fatto se avessimo saputo la sorte che sarebbe toccata alla povera bestia, macellata all'istante.

Infatti il macellaio uccise il toro, che bevve l’acqua che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato Greg comprò.

Non e’ certo facile macellare da solo un toro, è un lavoro molto faticoso, tant’è che al macellaio è sopraggiunto un infarto che lo ha seccato all’istante. Così, in una frazione di secondo, un attimo prima vivo e vegeto e un attimo dopo ecco che arriva l’angelo della morte sul macellaio, che uccise il toro,che bevve l’acqua che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato Greg comprò.

QUESTO PER DIRVI CHE CAVOLO DI GIORNATA CI È CAPITATA QUEL GIORNO ALLA FIERA DELL'EST DOVE PER DUE SOLDI UN TOPOLINO GREG COMPRÒ.

 

 

 

3/8/2008

ANNIVERSARIO

 
Normalmente non amo fare post di vita vissuta,
ma oggi è un giorno speciale...
 
46 anni fa, a quest'ora 
stavo partendo per il viaggio di nozze..
Sì, avete capito bene...è l'anniversario del mio matrimonio.
un matrimonio celebrato in sordina
per l'impossibilità di mamma di parteciparvi
per la sua grave infermità.
 
46 ANNI...UNA VITA!
 
 
E così scrivevo..
 
Camminavo su mosaici di speranze
con bagliori di lucciole negli occhi
e arabeschi di rondini nel cavo delle mani,
mentre la neve inventava filigrane
di stelle sul biancore dell’abito e del velo.
Ed il silenzio dell’ora desueta
(oh, le chiacchiere stolte del piccolo paese
per quelle nozze strane...
di quaresima… e all’alba…. )
liberava dai pioppi - e dai tuoi occhi-
un antico imeneo.
 
Giulia
 
 
 
 
3/4/2008

IO T'AMO di Pablo Neruda

Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.

 

Pablo Neruda

2/27/2008

UN LIBRO DA LEGGERE

Immagine di La rilegatrice dei libri proibitiÈ il 1859 a Londra e Peter Damage, uno dei più rinomati rilegatori di libri della capitale inglese, si trova costretto dalla malattia, un’artrite reumatica che gli deforma le mani, e dall’impellente bisogno di denaro, a consentire a sua moglie Dora di praticare l’antica arte della rilegatura. È una decisione dolorosa, visto che da sempre quest’arte è trasmessa nella sua famiglia per via maschile.
Nel giro di poco tempo, con l’aiuto dell’apprendista Jack Tapster e del rifinitore tedesco Sven, Dora Damage, però, non solo padroneggia perfettamente i segreti della rilegatura, ma allarga considerevolmente il giro d’affari del laboratorio di famiglia acquisendo nuovi clienti. Spicca tra questi un gruppo di altolocati aristocratici, cultori delle libertà in ogni campo e in particolare della libertà di collezionare libri pornografici.

Consigliato a chi ha letto ed apprezzato PROFUMO.

 


 

2/24/2008

QUELLO CHE AMO di Bertolt Brecht

Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me.
 
Per questo
ho cura di me,
guardo dove cammino
e temo
che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere.
 
BERTOLT BRECHT
 
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